Il Papa: “Basta stragi, l’Europa accolga gli irregolari”
CASTEL GANDOLFO (ROMA) - Quegli ultimi settanta immigrati clandestini persi nel canale di Sicilia quattro giorni fa senza soccorsi né testimoni a parte i superstiti, donne incinte e bambini presi dalle onde del mare in tempesta senza lasciare traccia né storia, riaccendono in Benedetto XVI il "dovere di Padre comune" di pretendere soluzioni ed "efficaci risposte politiche". Migranti, ha detto il Papa al termine dell’Angelus a Castel Galndolfo, ce ne sono sempre stati, ma "l'emergenza in cui si è trasformata in questi nostri tempi" "ci interpella e, mentre sollecita la nostra solidarietà, impone, nello stesso tempo, efficaci risposte politiche".
Bravi i governi che se ne stanno già occupando, dice Ratzinger, ma evidentemente non basta, e intanto occorre che i Paesi di destinazione, e nella fattispecie quelli europei, sviluppino "di comune accordo iniziative e strutture sempre più adeguate alla necessità dei migranti irregolari". Non si possono dunque costringere i clandestini - fa capire il pontefice, pur senza nominarli espressamente - all'umiliazione dei cpt strapieni o dell'abbandono.
Tuttavia, dopo gli equivoci e le polemiche dello scorso ferragosto sulla necessità di “accoglienza” e i timori di un nuovo “razzismo”, Benedetto XVI evita accuratamente entrambi i termini, limitandosi ad osservare che "il dovere della legalità si impone a tutti", senza ovviamente dimenticare il "senso di responsabilità e lo spirito umanitario". Poi, l'appello ai paesi di destinazione, e, infine, quello agli stessi clandestini, che "vanno sensibilizzati sul valore della propria vita, che rappresenta un bene unico, sempre prezioso, da tutelare di fronte ai gravissimi rischi a cui si espongono nella ricerca di un miglioramento delle loro condizioni, e sul dovere della legalità che si impone a tutti".
Una legalità che va però modulata, secondo il Vaticano, a misura d'uomo, se è vero, come ha denunciato il segretario del Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti, arcivescovo Agostino Marchetto parlando degli zingari, che in Europa ci sono leggi discriminanti e che in molti Paesi persistono" disuguaglianza, razzismo e xenofobia". Leggi troppo rigide, poi, favoriscono la clandestinità e creano una "situazione immorale", come affermato dai vescovi americani in un appello ai candidati alla Casa Bianca in riferimento agli Stati Uniti.
In una nota a commento dell'intervento fatto dal Papa durante l'Angelus domenicale, il Sir, il “Servizio di informazioni religiose” dell'episcopato italiano, scrive che sull'immigrazione clandestina "non c'è più tempo da perdere". L'agenzia promossa dalla Cei, di fronte alle stragi del mare che hanno segnato questa estate, rilancia le indicazioni di Benedetto XVI : "non possiamo ormai più limitarci a risposte nel segno dell'emergenza: urgono, insieme alla nostra solidarietà, 'efficaci risposte politiche'".
(1 settembre 2008)












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